2000battute

«Appartengo a una generazione disgraziata a cavallo fra i vecchi tempi ed i nuovi, e che si trova a disagio in tutti e due. Per di più, come lei non avrà potuto fare a meno di accorgersi, sono privo d’illusioni.» –Tomasi di Lampedusa

Ranx – Stefano Tamburini, Tanino Liberatore e Alain Chabat

Ranxerox-copertinaRANX – Edizione Integrale
Stefano Tamburini, Tanino Liberatore e Alain Chabat
Comicon 2012

Che posso dire io di Ranxerox o, come in origine era, Rank Xerox il Coatto? Dico che continuo a essere un perfetto neofita del mondo del fumetto, ma ancora una volta, e questa volta ancor più delle precedenti, rimango stupito dal genio favoloso che alcuni autori hanno spremuto nelle tavole e che la coppia Stefano Tamburini&Tanino Liberatore sono stati dei geni strepitosi nel creare Ranxerox. Genio riconosciuto nel mondo, anche se ormai, forse, non molti lo sanno e magari con questa edizione integrale di tutti i materiali della parabola di Ranxerox qualcuno lo riscopre o lo scopre per la prima volta (alzo la mano).

La redazione di Frigidaire al completo, febbraio 1982. Da sinistra in alto: Tanino Liberatore, Vincenzo Sparagna, Filippo Scozzari e Massimo Mattioli; in basso: Stefano Tamburini e Andrea Pazienza (fonte: Wikipedia)

La redazione di Frigidaire, febbraio 1982. Da sinistra in alto: Tanino Liberatore, Vincenzo Sparagna, Filippo Scozzari e Massimo Mattioli; in basso: Stefano Tamburini e Andrea Pazienza (fonte: Wikipedia)

 

ranxerox-romaIl personaggio è parto della mente di Tamburini ed è grandioso; i disegni di Liberatore sono bellissimi e le storie di Ranx in quella Roma e poi anche New York, ma soprattutto Roma, post-qualcosa-di-brutto, post-nucleare, post-epidemia, post-capitalista, post-consumista, post-tecnologica, post-borghese, post-democristiana, post-bigotta, post-non-mi-viene-in-mente-altro sono delle sciabolate di ironia e creatività spregiudicata, la migliore, che fanno venire da sorridere molto e da leggersele tutte d’un fiato, ogni tanto dicendo “Noooo… ma daiiii… oooh…”, pensando che sì è vero, all’epoca si moriva giovani, spesso con una siringa piantata in vena (non solo allora accadeva) e questo è molto male, però dai lavori degli anni ’70 e anche da Ranxerox si respira una vena di furore come dopo una liberazione lungamente attesa che trasuda energia, immaginazione, creazione, espressione che oggi sembra un miracolo quando se ne vede qualche barlume. Forse anche oggi ci sono dei Tamburini e dei Liberatore (beh, Tanino Liberatore c’è ancora, lunga vita a lui) che disegnano un nuovo Ranxerox, ma nessuno li conosce e li fa conoscere, questa credo sia la differenza principale. È un peccato, ci stiamo perdendo molto.

Discorsi triti. Torniamo alla bestia, al cybercoatto robotico che si fa di Vinavil in vena, ammazza, spacca, mena, sfascia, distrugge e tutto per il suo grande ma piccolissimo amore, Lubna dodicenne, poi quattordicenne, poi infine quindicenne: la micro adolescente tossicomane, ninfomane, delinquente, ambiziosa, cinica ma adorabile, chi legge Ranxerox e non si innamora di Lubna ha il cuore di Vinavil.

ranx&lubna2Già perché in fondo le storie di Ranxerox con il loro carico di ultraviolenza, sesso, droga e traffici loschi sono una commedia d’amore tra l’uomo robotico, il bestione programmato per spaccare tutto, la forza bruta, insomma, l’ipercaricatura del macho, la quintessenza della mascolinità con tanto di verga di dimensioni considerevoli e la piccola, apparentemente fragile, spesso in pericolo, lolitescamente priva di seno e potentemente eccitante donna-bambina. Con un rovesciamento di proporzioni quando si passa dal fisico al sentimentale. Ranx è quello fragile, incatenato all’amore totalizzante, sintetico perché cortocircuitato nei suoi ingranaggi, martire e succube della passione amorosa, mentre invece Lubna è una roccaforte di cinismo spietato solo talvolta e mai del tutto sinceramente affezionata a Ranx seppur legata a lui da un doppio cordone del destino fino al finale, tragico e grottesco, la catarsi, l’immolazione della bestia sul falò di plastica fusa in nome di una liberazione dalla pena di una messa a punto sbagliata.

L’amore dell’uomo è un errore di assemblaggio che finisce in uno svalvolamento. L’amore della donna è appassionato a tratti e cinico sulla lunga distanza. Questa è la favolosa storia di Ranx e Lubna.

ranxerox_1

L’edizione di Comicon è ricchissima e copre l’intera produzione: dagli esordi disegnati da Tamburini alla prima evoluzione di Ranx che assume fattezze vagamente orientali, disegnato da Tanino Liberatore con la collaborazione di Andrea Pazienza (altro genio mai abbastanza apprezzato), fino ad arrivare alla stagione sulle pagine di Frigidaire, diventato molto più elaborato e raffinato, per concludersi con l’ultima coda degli anni ’90, dopo l’improvvisa morte di Stefano Tamburini nel 1986, quando Tanino Liberatore e Alain Chabat fanno uscire un episodio conclusivo col quale si può dire che diano sepoltura onorevole al grande Ranxerox o Rank Xerox il Coatto.

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Una perla credo non facilmente reperibile altrove è la lettera di diffida del febbraio 1980 della vera Rank Xerox, l’azienda di stampanti, al direttore de Il Male che all’epoca stampava il fumetto impreziosita dall’eternamente comica definizione di un personaggio di fantasia, arbitrariamente denominato Rank Xerox, le cui imprese sono un concentrato di violenza, oscenità e turpiloquio.
Grande la risposta di Stefano Tamburini che cita Groucho Marx.

Ecco, io dico che anche oggi, 34 anni dopo, il mondo si divide in due categorie: quello delle persone che leggendo Ranx lo trovano solo un personaggio […] le cui imprese sono un concentrato di violenza, oscenità e turpiloquio e gli altri, che lo trovano invece grandioso proprio nella sua violenza, oscenità e turpiloquio. Io appartengo orgogliosamente a questa seconda categoria.

ZNORT!

Ranx fine

Note:
– Commenti entusiastici hanno accompagnato l’uscita di questo volume. Ottimo Tommaso Pincio per Rolling Stones e pure Valerio Mattioli per La Repubblica XL.

– Leggo una definizione su Twitter della sempre acuta  λԂґianа che mi pare appropriata a descrivere la relazione tra Ranx e Lubna: un madrigale, non musicato ma disegnato.

– Un’ottimo articolo su Stefano Tamburini è uscito l’1 aprile 2014 su Vice ancora a firma di Valerio Mattioli.

3 commenti su “Ranx – Stefano Tamburini, Tanino Liberatore e Alain Chabat

  1. Gina
    15 febbraio 2014

    Grandissimo Ranxerox e grandissima tutta la banda Liberatore, Tamburini, Pazienza, e poi Mattotti, Scòzzari e Sparagna. L’epoca d’oro del fumetto italiano, irripetibile. Consiglio bibliografico: “Prima pagare, poi ricordare”, di Filippo Scòzzari, Coniglio editore: l’autobiografia di una generazione di fumettari, ma anche una storia del ’77, di Milano e di Re Nudo, di Bologna e dell’eroina, del Male e di Frigidaire, raccontata da uno che sa scrivere, oltre che disegnare.

    • 2000battute
      15 febbraio 2014

      segno “Prima pagare, poi ricordare”, mi hai convinto istantaneamente

    • Gina
      15 febbraio 2014

      E’ quasi irreperibile, ma vedo che su Amazon ne hanno ancora due copie. Caso mai te lo presto io :-)

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