2000battute

«Appartengo a una generazione disgraziata a cavallo fra i vecchi tempi ed i nuovi, e che si trova a disagio in tutti e due. Per di più, come lei non avrà potuto fare a meno di accorgersi, sono privo d’illusioni.» –Tomasi di Lampedusa

1977 – David Peace

1977 - David Peace

1977
David Peace
Traduzione di Giuliana Zeuli
Il Saggiatore 2013

Seconda stagione di… ah no, scusate non è una serie tv, anche se è quanto più gli somigli, o meglio, è vero il viceversa; sapete no che oggi in molti sostengono la teoria che le serie tv abbiano sostituito la letteratura? È una teoria con alcune buone ragioni: la qualità della narrazione, delle riprese, del ritmo che alcune serie tv hanno raggiunto si avvicina alla grana fine dell’opera trilogica o tetralogica di uno scrittore di genere. Detto questo, però, va anche detto che la Teoria della Grande Sostituzione Teleletteraria al più si applica a una parte di letteratura di genere, una parte che è diventata più rilevante del passato.

Sto dicendo che arrivato a metà della quadrilogia hardboiled (si dice “quadrilogia” o “tetralogia”? Ho visto usati entrambi i termini) di David Peace, ci sarebbe già materiale per una serie tv stratosferica e sconvolgente, ma anche che tra un testo scritto da uno bravo come David Peace e la sua migliore trasposizione televisiva c’è e ci sarà sempre una differenza enorme, tale da farmi dire che rimarranno sempre due opere distinte per un pubblico differente.

1977. Tre anni sono passati da 1974 e la carneficina prodotta da una Leeds cinica, affarista e psicopatica. Eddie, il giornalista protagonista di 1974 non c’è più, ma ci sono Jack Whitehead, la sua nemesi di 1974 e alter ego in 1977 e Bob Fraser, il poliziotto onesto di 1974 che qui diventa protagonista. Leeds è sempre notturna, malata, squarciata da lampi di violenza e sadismo, il ritmo narrativo cambia rispetto 1974 diventando ancora più angoscioso, la storia si vena di sangue che cola da ferite autoinflitte, i personaggi sono piegati dalle memorie e dalla ferocia del tempo, lentamente si autodistruggono, 1977 ha un’anima punk masochista, è una tappa ulteriore nella discesa nell’inferno.

Si ripete una carneficina. Ancora donne. Non più bambine, questa volta prostitute. Ancora vittime della mente malata di un maniaco, ma ancora prima vittime della ferocia della società, della polizia, degli uomini. in 1977 si mescola l’amore con fluidi corporei, merda e speranza, cinismo e autoflagellazione, la trama rispetto 1974 si fa meno scandita da mano implacabile e più delirante, i contorni non sono più netti ma si sfumano in un continuo delirio tossico e psicotico.

Chiamo di nuovo, ma Louise non c’è.
Seguito a chiamare e richiamare, ma Louise non c’è.
Chiamo l’ospedale ma non me la passano.
Chiamo York e dieci minuti dopo la caposala mi dice che il signor Ronald Prendergast è morto questa mattina, per un’emorragia, a seguito delle ferite sostenute durante la rapina.
Alzo lo sguardo e vedo il cielo tra gli alberi.
Vedo altra pioggia.
Chiamo di nuovo, ma Louise non c’è.
Seguito a chiamare e richiamare, ma Louise non c’è.
Chiamo l’ospedale ma riattaccano.

Affanculo Karen Burns.
Affanculo Joe Rose.
Affanculo Ronald Prendergast.
Affanculo lo Squartatore del cazzo.
Affanculo Maurice.
Affanculo Bill.
Affanculo Louise.
Affanculo tutti.
Se n’è andata:
sono finito.

All’inferno.

Forse meno potente di 1974 perché meno preciso nel colpire il bersaglio. Se 1974 era un colpo secco nel centro del mirino, 1977 è una sventagliata che prelude a un seguito. Siamo in mezzo al guado, ora non resterebbe che remare per raggiungere la sponda opposta, oppure colare a picco.

3 commenti su “1977 – David Peace

  1. Beppuccio
    15 aprile 2015

    Si, fai bene, anche se la serialità televisiva ha fatto balzi in avanti impressionanti negli ultimi quindici anni. Compresa quella britannica. Leggerò la quadrilogia prima di vederlo ma ne parlano come di una trasposizione valida…

  2. Beppuccio
    13 aprile 2015

    Effettivamente una mini-serie tv dalla quadrilogia in Inghilterra è stata fatta, anche se si tratta di una trilogia: Red riding trilogy, su Channel4. Ma immagino tu lo sappia già.

    • 2000battute
      13 aprile 2015

      ah! assolutamente non lo sapevo, non ho la tv, non so quasi niente di cosa succede in tv grazie dell’informazione!

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