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«Appartengo a una generazione disgraziata a cavallo fra i vecchi tempi ed i nuovi, e che si trova a disagio in tutti e due. Per di più, come lei non avrà potuto fare a meno di accorgersi, sono privo d’illusioni.» –Tomasi di Lampedusa

Passeremo per il deserto – Diego Zúñiga

zuniga

PASSEREMO PER IL DESERTO
Diego Zúñiga
Traduzione di Vincenzo Barca
Caravan Edizioni 2012

Sono piccoli libri di giovani scrittori sudamericani questi di Caravan che traduce Vincenzo Barca. Passeremo per il deserto è il terzo che leggo. Dopo il primo potente di Mariana Enriquez, tanto che mi capita di ripensarci spesso e continuare a trovare stupefacenti i suoi racconti, il secondo di Mauro Libertella, figlio d’arte che sceglie tema ostico e stile disarmante.

Ora Diego Zúñiga, cileno ventenne, che riprende un tema classico della letteratura sudamericana, la memoria famigliare interrotta e l’ombra della storia, e lo reinterpreta dalla prospettiva di un ventenne che non ha esperienza diretta degli eventi tragici, ma neppure riesce ad avere accesso alla memoria della propria famiglia. È una storia di frammenti sparpagliati che non completano l’immagine intera. Frammentata è anche la scrittura e la voce narrante. Interrotta, poi ripresa, ma con salti temporali, come una pellicola che sia stata tagliata e malamente rimessa insieme.

C’è un viaggio, un deserto, un altro viaggio, verso Santiago, continui lunghi spostamenti, forse inevitabili per un cileno, e ci sono nuclei famigliari che sembrano esplosi in pezzi di folklore e disperazione. Adulti in cerca di conferma, di consolazione nel kitsch, sempre meglio che la violenza della propria coscienza o le voci degli assenti.

Durante il viaggio non parliamo più. È tardi. Attraversiamo il deserto tra le ombre e la nebbia. Mi avvicino al finestrino. Vedo il mio riflesso. Vedo papà. Cerco di osservare le stelle, ma non si vede niente. È la camanchaca, dice papà.

Camanchaca è la misteriosa nebbia del deserto ed anche il titolo originale del libro. Nebbia è quella che avvolge il protagonista, la storia e la memoria, la cugina scomparsa e la reticenza dei famigliari. Nebbia in un deserto, due indefiniti che si compenetrano, come le storie e le memorie di questo libro.

Bello, ancora una volta una piccola perla.

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Questa voce è stata pubblicata il 29 ottobre 2016 da in Autori, Caravan, Editori, Zúñiga, Diego con tag , , , .

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