2000battute

«Appartengo a una generazione disgraziata a cavallo fra i vecchi tempi ed i nuovi, e che si trova a disagio in tutti e due. Per di più, come lei non avrà potuto fare a meno di accorgersi, sono privo d’illusioni.» –Tomasi di Lampedusa

Il romanzo dei tui – Bertold Brecht

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IL ROMANZO DEI TUI
Bertold Brecht
Traduzione di Marco Federici Solari
L’orma 2016

Commento di Cornelio Nepote

LA STORIA DEI MACHEVVUI

Ma che vvui? Ma che vvui! – accussì gridavano i gran sacerdoti della fiaccola di piombo quando alzasti la mano per profferire domanda a proposito della loro teoria ellittica della libertà d’opinione e la dialettica esistenziale. Costernata abbassasti la mano starnutendoti sul gomito, avevi incontrato quei gran cafoni dei Machevvui, poi sognasti delle caravelle in viaggio sui mari della Luna e carovane di libanesi attraversare i vicoli dei Quartieri Portoghesi.

Il Machevvui col turbante giallo pisciarino fece un salto sbattendo i tacchi delle scarpe di corteccia di betulla e con questo diede inizio alla Settimana della Moda Letteraluminaria. I Macchevvui di ogni latitudine ed epidemia s’alzarono roteando le pianete lordate di maccheroni al pesto boscaiolo e sfilarono per tutto il centro di Nespoli cantando inni natalizi e recitando poesie beatnik.

Al gruppo di potenti Macchevui s’unirono i Brancikristi, gran scopatori di pidocchi copulasivi e al loro seguito le legionelle delle Fagioline, piccine come sultani del Mar di Pietra, ma gran scopatrici di Turandot e Aide.

Brecht ha l’unione dei petomani, e noi rispondiamo con la lega degli scaccolatori, diciamo noi di qua, quelli che salgono sul palco solo per estrarre dalla narice sinistra un enorme grumo biancoverdagno delle dimensioni di una cinciallegra e scricchiarlo in grembo alla Prima Dama del Gran Pavone Microluccicante.

1. Il popolo ingannato due volte. Il modo di pensare dei tui è sbagliato (dannoso o inutile). La soluzione: pensare è sbagliato.
2. I tui della Repubblica di Potsdam: avete visto dove vi ha portato il pensiero! I tui della Repubblica di Weimar: Vedrete dove arriverete senza pensare! (Manca l’idea di distinguere tra un modo di pensare giusto e uno sbagliato.)
3. I tui emigrati gridano: Va così male perché noi siamo via e lì c’è H.! Quelli rimasti, irregimentati: Va così bene perché qui ci siamo noi e H., loro non ci sono più!
La fine: Il popolo è caduto nelle mani del più cencioso e corrotto dei tui. L’idea trionfa e il popolo crepa.

Nell’ombra del sottoscala, Bartoluccio si concentrò e compose quello che sarebbe diventato l’inno dei Machevvui. Farfalle in planata vorticosa raffiguravano la Bellezza che scivola su una pozza d’olio esausto lasciato da un cingolato degli artiglieri di montagna al comando del barone D’Antrò, il figlio di terzo letto del principe Maureliano de’Cirmoli, fratello di sua altezza Don Roderego de Nordannis. Squilli di tromba ottomana introducevano la Libertà in libera uscita persa nelle falesie del Cilentro, a seguire venivano recitati con accento salmerino i principî della costituzione perduta del Golfo, il testo fondativo della Sovrana Repubblica di Margellatina e Possalippo, nata un dì di aprile sotto una leggera pioggia frizzante, proprio un momento prima che il fatidico pennacchio spuntasse dalla cima mozzata, presagio della catastrofe di lì a venire.

Per colpa di tre importanti invenzioni il regno di mezzo attraversa un periodo di grande difficoltà. Si deve ricorrere all’intervento dei tellett-ual-in. Fino ad ora si sono sempre occupati solo di questioni senza conseguenze. In questo momento si capisce che all’atto pratico non sono altro che degli avvocati.

Con le ginocchia nella polvere solforosa, i Machevvui maleodoranti redigevano protocolli d’intesa sulle linee programmatiche del piano d’azione protopedistico e instabilizzatore secondo i principi esposti dalla Scuola di Skrokantus nel tardo Mezzo Evo arricchiti dai più moderni contributi delle Riflessioni Opache dei Nuovi Filosofi Rampicanti. Fu allora, dopo lungo osservare, che la folla dei superstiti scese dalle rovine armata di travi spezzate e frammenti di gabinetti decisa a spaccare quelle teste inutili dei Machevvui i quali si diedero alla fuga passata alla storia col nome di La Grande Riflessione durata fino aaaaalllll….. zzzzzzzzzzzz zot

——— Attenzione attenzione, intervengo dalla regia regia sono 2000battute, do notizia che il vecchio pazzo è stato reso incapace di nuocere ulteriormente alla vostra pazienza e all’onorabilità di questa modesta voce vove cove zzzzzz… porgo le mie scuse ai molto onorevoli de L’orma Edizioni o Editore che si dica e invito tutti coloro che vogliono avere informazioni su codesto reperto storico letterario del pregiato Brecht Bertold drammaturgo in Germania in tempi infausti, dicevo coloro informazioni di consultare recensioni autorevoli e autorizzate perché trattasi di documento insolito e inusuale certo molto originale ma se pensate di leggere un romanzo o un racconto o una commedia o altro allora è bene sappiate che non è quello che pensate e il vecchio pazzo si prendeva gioco di voi e quindi meglio che leggiate una recensione approvata dal governo delle lettere tui tui letterati intendevo machevvui maccheeeeeè vuuuuu libridinose signore zzzzz… zot — — —

Notee:
–  sul Fatto Quotidiano un paginone su Il Romanzo dei tui con brano estratto, quello di più facile smercio, che lo capiscono tutti, a dire il vero, un po’ strizzaocchiolino a voler proprio essere non troppo circospetti… zzzzzz… zot… oppurrre eh eh anche mejo Sua Signora Zozzona Radio Televisione Italiana zzzzzzzz… con un altro brano di sicuro effetto e presa e malinconica ironia malcelata sugli int int intelletttttuali insomma il Brecht che vi aspettate attesa solita ma non proprio proprio prpprp quello dei tui tui tuuuuuuiiiii… zzzzzzz… zot

3 commenti su “Il romanzo dei tui – Bertold Brecht

  1. Anfesibena
    6 novembre 2016

    Geniale. Quel meraviglioso e floreale “filosofi rampicanti” sarà farina del sacco di Brecht o di Cornelio?

    • 2000battute
      6 novembre 2016

      Cornelio dice: “di Cornelio”.

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Questa voce è stata pubblicata il 5 novembre 2016 da in Autori, Brecht, Bertold, Editori, L'orma con tag , , , , , .

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