2000battute

«Appartengo a una generazione disgraziata a cavallo fra i vecchi tempi ed i nuovi, e che si trova a disagio in tutti e due. Per di più, come lei non avrà potuto fare a meno di accorgersi, sono privo d’illusioni.» –Tomasi di Lampedusa

Il rapporto di Brodeck (Libro 1 e Libro 2) – Manu Larcenet

IL RAPPORTO DI BRODECK
Libro 1/2 – L’altro
Libro 2/2 – L’indicibile
Manu Larcenet
Traduzione di Francesca Scala
Coconino Press 2016-2017

Mia rara avventura nel mondo della graphic novel per l’amato Manu Larcenet che ha la dote di riuscire a commuovermi col silenzio doloroso delle sue tavole. Il rapporto di Brodeck è formato da due libri, da leggere/guardare rigorosamente nell’ordine, come primo e secondo tempo di un film di un maestro del bianco e nero, sgranato, drammatico.

Per me è difficile scegliere il verbo giusto per descrivere l’atto di aprire le storie grafiche di Larcenet e riceverne il contenuto. Non è “leggere” come per la narrativa, le didascalie sono troppo scarne, i dialoghi brevi, frammentari. È più simile all’esperienza visiva e uditiva di un film, anche la durata è molto simile a quella di un film rispetto a quella della lettura di un romanzo. Eppure si sfogliano delle pagine, si scorrono le tavole da destra a sinistra e dall’alto verso il basso, la postura del corpo è quella della lettura, mancano le immagini fotografiche della realtà, si vede il tratto dell’autore che riproduce una sua irrealtà personale, deforme, come in un testo, dove la prosa sempre riflette la distorsione sensoriale dell’autore, mai la realtà in presa diretta. Per questo, per lo meno a me, spiazza, mi sento in bilico tra due esperienze sensoriali e intellettuali differenti, il libro e il film, qui invece fuse, accavallate, aggrovigliate.

Larcenet si muove in questo spazio visivo e narrativo, raccontando una storia di persone isolate, indurite dalla natura e dalla storia, che percorrono la parabola della disumanità, dalla condizione di coloro che subiscono la sofferenza a coloro che la impongono, da vittime a carnefici, il tipico percorso della ferocia umana che si ripete in ogni epoca, latitudine, contesto sociale.

Brodeck ricorda e trascrive i fatti, lo fa nel gelo invernale, nella tormenta incessante che stringe una valle alpina spietata e isolata, coi suoi sparuti abitanti, abbruttiti, deformati dalla violenza che li ha investiti negli anni della guerra e li definisce nel tempo successivo.
Brodeck scrive perché non vada persa la memoria dei fatti che lo hanno coinvolto, brutalizzato insieme alla sua famiglia, Brodeck che si è fatto cane, Brodeck che le vittime hanno condannato, Brodeck che si rifiuta di dimenticare, di lasciare che la tormenta di neve cancelli le tracce.

È una lettura e una visione e il respiro di una storia meravigliosa questo Il rapporto di Brodeck, avvolge, si insinua, risuona l’eco del vento, i colpi d’accetta sul legno, i rumori minacciosi del ghiaccio, la canzone misteriosa di Emélia, l’odore acre degli uomini, odore di paura e di ferocia, corpulenti si stringono a gruppo, a folla, a mandria, a mano assassina che scarica la violenza sugli inermi.
E Brodeck racconta, nell’unico modo che conosce, scrivendo un rapporto.

Emozionante.

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Questa voce è stata pubblicata il 16 gennaio 2018 da in Autori, Coconino Press, Editori, Larcenet, Manu con tag , , , .

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