2000battute

«Appartengo a una generazione disgraziata a cavallo fra i vecchi tempi ed i nuovi, e che si trova a disagio in tutti e due. Per di più, come lei non avrà potuto fare a meno di accorgersi, sono privo d’illusioni.» –Tomasi di Lampedusa

Al di là delle parole – Carl Safina

AL DI LÀ DELLE PAROLE
Carl Safina
Traduzione di Isabella C. Blum
Adelphi 2018

Con questo libro Adelphi inaugura la nuova o rinnovata collana Animalia e questo è già di per sé un buon motivo per interessarsene. Ci sono altri motivi per farlo, naturalmente, il primo dei quali è la reputazione scientifica dell’autore, Carl Safina, e l’oggetto del libro, che è riflettere sulle sorprendenti capacità comunicative di molti animali e le spesso notevolissime dinamiche sociali di alcune specie.

Safina parla di animali per parlare di uomini e donne, dell’ignoranza spesso inconsapevole che ci contraddistingue nei confronti del mondo naturale del quale ci dimentichiamo di essere parte, delle molte certezze che abbiamo sugli animali ma che risultano poco fondate a un esame più attento e anche sui limiti della nostra abilità nel comunicare e a organizzarci in società se si osserva con attenzione ciò che alcune specie animali riescono a fare.

Da tutto quanto, il concetto sul quale il ponderoso libro di Safina trova una sintesi è quello della consapevolezza.
La consapevolezza è un concetto tanto fondamentale per la comprensione quanto sfuggente. Facile dirsi consapevoli senza sapere come lo si è stabilito, altrettanto facile dare ad altri, eventualmente altre specie, dell’inconsapevole sulla base di elementi ritagliati a nostra misura.

Ed è attorno a questa costante ambiguità di giudizio e autogiudizio dell’uomo nei confronti degli animali che Al di là delle parole ruota, racconta, descrive, ritorna, ripete, si dilunga, talvolta eccessivamente, oscillando tra testimonianze dal campo, studi scientifici e racconti personali dell’autore. Questo fa di Al di là delle parole un saggio talvolta disordinato nella composizione, alternando stili, saltando spesso da descrizioni ad aneddoti, da resoconti di studi a un diario personale, ogni tanto aprendo ampie parentesi, altre volte facendo concessioni a un certo sentimentalismo. La lunghezza del testo insieme a questa composizione saltellante fanno sì che la lettura non sia una passeggiata di piacere in un fresco pomeriggio di primavera, ma richieda una certa perseveranza. Lo sforzo viene ampiamente premiato da una visione d’insieme potente e da racconti davvero sorprendenti.

Elefanti, lupi e cetacei, delfini ma soprattutto orche, sono i protagonisti delle tre grandi parti nelle quali il libro è suddiviso. Altre specie sono citate, ma solo come comparse. Gli elefanti sono i protagonisti di una storia di stupefacente ricchezza emotiva da parte di animali che dimostrano una grande varietà nei rapporti famigliari e nel grado di consapevolezza dell’ambiente. La società dei lupi, con i rapporti tra branchi sul territorio e le dinamiche interne ai branchi, è tra le costruzioni sociali più complesse e vivaci che si trovino in natura. Alle orche, ma in generale a tutti i cetacei, è dedicata l’ultima parte del libro. La storia delle orche è strabiliante per le ripetute dimostrazioni di quanto poco si sia davvero compreso della consapevolezza di questi animali e dei limiti, per noi difficilissimi da superare, del parametrare ogni cosa al caso umano. Con le orche, usare il metro umano risulta molto spesso inadeguato a capire le capacità di questi animali, ancora largamente sconosciute o inspiegabili.

Riconoscere consapevolezza nell’altro è la chiave che apre la porta al riconoscimento dell’individualità. Sappiamo bene di non essere capaci di farlo, molto spesso, o di non volerlo fare. Nemmeno con gli uomini a cui neghiamo di essere riconosciuti come individui, che trattiamo come bestie. Safina ci dice che anche di molti animali noi non sappiamo riconoscere la consapevolezza, non riusciamo a interpretare cosa ci comunicano. Non sappiamo spiegare come ci vedono gli animali e tanto meno sappiamo darci spiegazione del perché dimostrino così spesso empatia nei confronti dell’uomo. Non sappiamo riconoscere la ricchezza del loro e del nostro mondo, non ne leggiamo i colori e le voci. È sulla nostra consapevolezza che faremmo bene a interrogarci più spesso.

Un bel libro.

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Questa voce è stata pubblicata il 6 maggio 2018 da in Adelphi, Autori, Editori, Safina, Carl con tag , , , , .

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