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«Appartengo a una generazione disgraziata a cavallo fra i vecchi tempi ed i nuovi, e che si trova a disagio in tutti e due. Per di più, come lei non avrà potuto fare a meno di accorgersi, sono privo d’illusioni.» –Tomasi di Lampedusa

Uccideresti l’uomo grasso? – David Edmonds

UCCIDERESTI L’UOMO GRASSO? – Il dilemma etico del male minore
David Edmonds
Traduzione di Gianbruno Guerrerio
Raffaello Cortina Editore 2014

Il dilemma etico del male minore credo sia uno dei peggiori tormenti della condizione attuale di confusione a 370’, come ci ricordava recentemente una imprudente ministro (o ministra) e anche la prestigiosa rivista scientifica Nature con un articolo intitolato “The Moral Machine experiment”.

Tale e tanta è la confusione che esiste la diffusa convinzione, tanto tra gli imprudenti politici quanto tra i non meno imprudenti scienziati, che tale dilemma compaia per la prima volta proprio ora quando viviamo noi. Anzi, c’è persino chi pensa che compaia non solo nel periodo storico attuale, ma più esattamente quando ragioniamo di intelligenza artificiale e robot che dovranno presto, pensano costoro, decidere se investire la mamma con il passeggino o il gruppo di impiegati sovrappeso. Altri lo pensano nei giorni che precedono un’elezione politica di essere condannati ai tormenti del dilemma del male minore, altri ancora quando fanno shopping e così via per tutti i 370, a volte anche 380, gradi che formano una piroetta su se stessi.

Ovviamente – che tanto va sempre in questo modo – nessuna delle convinzioni che vanno per la maggiore è vera. Il dilemma etico del male minore, almeno nella sua formulazione moderna, ha una relativamente lunga storia, diciamo una cinquantina di anni, con alcune curiose peculiarità.

Per prima cosa la natura è elegantemente inglese e per seconda la primogenitura è insolitamente quasi esclusivamente femminile. Dico insolitamente solo in senso statistico visto che raramente una corrente filosofica o un agglomerato di menti filosofiche radunate attorno a un dilemma insidioso hanno avuto primogenitura quasi del tutto femminile. Il dilemma del male minore l’ha avuta, Elizabeth Anscombe e Philippa Foot sono le due filosofe di Oxford unanimemente ritenute le ispiratrici dell’infinita discussione riguardo il dilemma del male minore e l’articolo “Il problema dell’aborto e la Dottrina del duplice effetto”, comparso nel 1967 sulla Oxford Review a firma di Philippa Foot, è il testo germinale di quella che ha preso il grottesco nome di trolleyology o carrellologia nella traduzione italiana.

Perchè questo nome che sembra una presa in giro? Perché la discussione attorno al dilemma si è sviluppata usando giochi logici molto simili al moderno caso del veicolo a guida autonoma che deve prendere una decisione etica trovandosi di fronte a una situazione di emergenza che porterà inevitabilmente all’investimento di qualche persona. L’equivalente degli anni Sessanta era la locomotiva fuori controllo (trolley) che, viaggiando su un binario dove si trovavano legate diverse persone (cinque è il numero tipico), ne avrebbe provocato la morte. Approssimandosi a uno scambio, tuttavia, la locomotiva sarebbe potuta essere deviata su una linea secondaria dove però, sfortunatamente, c’è legato qualcun altro (una sola persona, quasi sempre). Che decisione prendere che sia eticamente giustificabile? Azionate lo scambio oppure no?
Attenzione, quella più intuitiva contiene un grosso problema etico, altrimenti non ne starebbero ancora discutendo dopo cinquant’anni.

Fonte: Wikipedia

Da questo primo gioco logico ne nacquero molti altri, varianti sempre più elaborate e fantasiose della locomotiva fuori controllo e i tizi legati sui binari. Una delle più celebri dà il titolo al libro e ha come protagonista un uomo grasso, enormemente grasso, che sta affacciato su un ponte sotto al quale passerà la locomotiva impazzita diretta verso i cinque malcapitati legati ai binari. Voi siete sul ponte dietro al grassone e sapete che se quello cadesse sui binari, la locomotiva investendolo si fermerebbe. Gli date una spinta per buttarlo di sotto?

Fonte: Wikipedia

Lo stile di David Edmonds è ironico e crea ad arte una sensazione di assurdità, per questo la lettura produce qualche reminiscenza patafisica che contribuisce a renderla accattivante. Tuttavia la logica che deve essere sviscerata per affrontare questi giochi in un’ottica di etica delle decisioni è serissima ed estremamente complicata, ancora una volta in pieno accordo con la traduzione patafisica. Tanto complicata che ancora oggi li stiamo riproponendo in contesti nemmeno troppo diversi e ritroviamo le stesse difficoltà che Anscombe e Foot misero in evidenza.

Ad esempio, oltre al già citato articolo di Nature, è di quest’anno un articolo scientifico del New England Journal of Medicine intitolato “Trolleyology and the Dengue Vaccine Dilemma”.

Un’ottima lettura per i tempi moderni nei quali sempre più i tormenti del dilemma del male minore ci assilleranno e noi continueremo a non sapere come cavarcela.

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