2000battute

«Appartengo a una generazione disgraziata a cavallo fra i vecchi tempi ed i nuovi, e che si trova a disagio in tutti e due. Per di più, come lei non avrà potuto fare a meno di accorgersi, sono privo d’illusioni.» –Tomasi di Lampedusa

Il Libro del Graal – Robert de Boron

IL LIBRO DEL GRAAL – Giuseppe di Arimatea, Merlino, Perceval
Robert de Boron
A cura di Francesco Zambon
Adelphi 2005

Pesco ancora dalla pila degli aberranti di Adelphi che in questo periodo catalizza quasi tutta la mia immaginazione ed esce Il libro del Graal che da tempo desideravo molto leggere. Le aspettative non sono state deluse.

Il testo, magistralmente curato da Francesco Zambon che di filologia romanica e medievale è esperto, è quello per la prima volta tradotto integralmente in italiano tratto da quanto resta, in parte come testi originali e in parte completati probabilmente da autori posteriori, di una trilogia scritta dal francese Robert de Boron tra il XII e il XIII secolo.

Riprendo le parole che usa Zambon nell’introduzione, per presentare questo libro come «la prima narrazione completa del mito cristiano del Graal, concepito come il vaso o il calice in cui Giuseppe di Arimatea avrebbe raccolto il sangue di Cristo prima di dar sepoltura al suo corpo.»
Già questo a me basta per essere attirato irresistibilmente verso questo testo che, ben comprenderete, appartiene in pieno alla mia categoria cosiddetta degli aberranti. Ci sono tutti gli ingredienti: un testo unico, dalle origini incerte, un mito fondativo che mescola cristianesimo delle origini e paganesimo silvano celtico, due fonti originali, un manoscritto della Biblioteca Estense di Modena e uno della Bibliothèque Nationale di Parigi, quindi un libro irripetibile che spande il profumo del tempo remoto. Si potrebbe dire che Il libro del Graal è esso stesso un’allegoria del graal.
Si compone di tre parti, probabilmente in origine tre romanzi distinti ma uniti dalla scansione temporale e dalla costruzione del mito, tre pale di un affresco medievale.

Giuseppe di Arimatea è il titolo della prima parte nella quale si narrano le vicende della morte di Cristo e della figura di Giuseppe di Arimatea, minore nei Vangeli, ma centrale nei testi apocrifi e nel mito del Graal. Giuseppe era un membro della guarnigione di Pilato segretamente convertito al Cristianesimo e fu colui che ottenne il permesso, da Pilato, di deporre il Cristo dalla croce e dargli sepoltura, nonostante l’ostilità e la contrarietà dei Giudei.

Fu in quell’occasione che Giuseppe raccolse in un vaso, già posseduto da Cristo (il testo usa sempre il temine vaso, mai calice o altro), il sangue che colava dalle ferite di Gesù.
Dopo che l’ebbe lavato si accorse che le sue ferite sanguinavano ancora: allora ebbe grande paura e gli sovvenne della pietra che si fendette ai piedi della croce a causa della goccia di sangue. Si ricordò del vaso e lo mise sotto le ferite delle mani e dei piedi. Una volta che tutto il sangue fu raccolto, Giuseppe pose il vaso accanto a Gesù; poi prese il suo corpo, lo avvolse in un lenzuolo che aveva acquistato per sé e lo coprì con esso. Nel frattempo tornarono quelli che si erano recati da Pilato: avevano ricevuto da lui il permesso di far sorvegliare il corpo, nell’evenienza che Gesù fosse risuscitato. Disposero così una nutrita guardia armata. Giuseppe se ne andò e quelli restarono.

Il romanzo continua con la carcerazione di Giuseppe accusato della sottrazione del corpo di Cristo e del suo incontro con Cristo risorto che gli spiega il significato del Graal. Ne segue la guarigione e la conversione dell’imperatore Vespasiano grazie al Graal che Giuseppe custodiva mentre era rinchiuso nella cella della torre. Infine nasce la Tavola del Graal per volere dello Spirito Santo a ricordo dell’ultima Cena con Giuseppe a presiedere e Bron alla sua destra. Accade un episodio con Mosè falso apostolo che nel mito del Graal spiega il posto lasciato vacante alla sinistra di Giuseppe, a ricordo del tradimento di Giuda.
La prima parte si conclude con la morte di Giuseppe, la partenza degli eletti e il Graal affidato a Bron che diverrà il Re Pescatore e si recherà nelle terre estreme a Ovest, dove risiederà e vivrà fino a che la profezia del terzo uomo a cui il Graal è destinato non si avverrà.

Si chiude così la nascita del mito legata alla storia di Cristo e alla Palestina e comincia la storia celtica e medievale del Graal.

La seconda pala si intitola Merlino, dal nome del grande indovino e saggio che ne è protagonista. Merlino nasce con paternità satanica ma è per amore e fede in Dio della madre che non rimane servo del demonio ed anzi è proprio da questo scontro di demoni e divino che ne deriva il potere di tutto conoscere, del passato, presente e futuro, e le doti magiche trasformistiche. Nella figura di Merlino convivono la fantasia pagana dell’alchimia e della stregoneria con la crescente penetrazione del cristianesimo in Europa ed è questa reciproca influenza che lo rende una figura che sprigiona un fascino magnetico invincibile. Merlino è il grande protagonista del mito del Graal, quasi un Ulisse che unisce il mondo divino con quello umano, non più navigatore dei mari e del mito ma navigatore del tempo e del mito, Merlino è la figura che incarna il mistero e il fantastico con i quali l’alto Medioevo rappresenta il sacro.

È nel libro di Merlino dove appare Artù che diviene re estraendo la spada Excalibur dalla roccia fatata e rifonda la Tavola del Graal ed è in questo libro che hanno inizio le avventure cavalleresche che proseguiranno fino al termine dell’opera. È lo stesso Merlino a dettare al proprio maestro Blaise, il quale fedelmente trascrive, la storia del Graal.

Il terzo capitolo si intitola Perceval, dal nome del più glorioso e invincibile tra i cavalieri della Tavola di re Artù, figlio di Alano il Grosso, figlio di Bron il Re Pescatore, e terzo uomo della profezia del Graal.
Con Perceval il mito esplode nella sua forma più trionfale e scintillante, tra avventure cavalleresche, tornei, battaglie e amori cortesi per fanciulle di bellezze sublimi. È una narrazione travolgente ed entusiasmante, è il mondo fatato ed eroico che ha reso immortali i miti cavallereschi; Perceval deve dimostrare di essere degno di ricevere il Graal attraverso le opere di bontà, le avventure, i duelli e il coraggio che dimostrerà, più volte sembrerà avercela fatta, altrettante fallirà ma solo per far riprendere forza e splendore al mito.

Alla fine si giunge a una conclusione con l’avverarsi della profezia che allo stesso tempo pone un termine all’opera e alle storie raccontate, ma anche lascia che il Graal e il suo mito tornino nel buio, si aprano una via sotterranea nascondendosi alla nostra vista. Nulla sapremo di cosa ne è stato dopo Perceval e in questo modo il mito si perpetua in eterno.

Meraviglioso. È la voce di Merlino quella che si ascolta in queste pagine e, a pensarci, un fremito di emozione può ben venire.

Il racconto non dice più nulla né di Merlino né del Graal, eccetto che Merlino pregò nostro Signore di aver misericordia di tutti color che avrebbero ascoltato con interesse il suo libro e lo avrebbero fatto trascrivere a ricordo delle sue opere. Dite tutti: Amen.
Qui finisce il romanzo di Merlino e del Graal.

Amen. Grazie Merlino.

  

2 commenti su “Il Libro del Graal – Robert de Boron

  1. Maurizio Mancini
    24 dicembre 2018

    altro che Dan Brown…. buone feste 2000!

    • 2000battute
      24 dicembre 2018

      già, altroché. Molti auguri di buone feste anche a te.

Commenta, se vuoi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 22 dicembre 2018 da in Adelphi, Autori, de Boron, Robert, Editori con tag , , , , .

Copyleft

Licenza Creative Commons
2000battute è distribuito con licenza Creative Commons 2.5 Italia.

Autori/Editori

Archivi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: