2000battute

«Appartengo a una generazione disgraziata a cavallo fra i vecchi tempi ed i nuovi, e che si trova a disagio in tutti e due. Per di più, come lei non avrà potuto fare a meno di accorgersi, sono privo d’illusioni.» –Tomasi di Lampedusa

Mascaró, il cacciatore americano – Haroldo Conti

MASCARÓ, IL CACCIATORE AMERICANO
Haroldo Conti
Traduzione di Francesco Saba Sardi
Bompiani 1983

Libri dispersi

C’è da chinare il capo sorridendo di felicità o da lasciare andare lo sguardo oltre il vuoto. Si renda onore e merito alla grandezza dell’irreale, alla capacità di creare storie prima inimmaginabili e subito indimenticabili. Personaggi che immediatamente diventano indispensabili, come se ci fosse sempre stato un vuoto, una sedia vuota, uno spazio vuoto nel tuo mondo immaginario ed erano proprio i personaggi di questa storia che aspettavi per riempirlo.

Il Mascaró di Haroldo Conti è un grande libro di uno strepitoso scrittore che si va a unire a quella stirpe di favolosi scrittori argentini e uruguaiani senza i quali uno dei tanti significati di meravigliosa bellezza sarebbe rimasto sconosciuto.

È una storia iperbolica e sfrenata che non ha confini né briglie. Racconto circense e picaresco, in prima battuta, ma che in realtà respira di un respiro profondo, osserva un orizzonte lontano e un’oscurità tremenda. Preveggente, forse, o forse soltanto lucido, nella sterzata finale che paralizza e rivela aprendo le quinte. Non si può riassumere compiutamente in poche parole. Basti dire che Conti ha assorbito tutta la grandiosa arte letteraria dei suoi contemporanei e scrive con un turbinio di immagini e frasi, come giravolte di un tango, nel quale la coppia si allontana e si avvicina, si avvinghia e piroetta. Lo stesso avviene per la lettura, fatta di piroette e di abbracci, di sudore, di corpi e di sogni. È sempre un tango quello che suona, c’è sempre contatto tra i corpi, ardore e disperazione.

La storia è quella di un viaggio ininterrotto, dell’andare inevitabile, sulla Mañana verso un porto che fino alla fine non si sa se verrà raggiunto e neppure se esista davvero, poi con il fantastico Gran Circo dell’Arca, che sale e poi scende ma non si arresta mai. Mascaró, cavaliere nero, figura emblematica e misteriosa, appare fugace e scompare, si rivela soprattutto nell’assenza, come il destino.
Fino all’epilogo, quando il mostro si rivela, ma ancora un sorriso spunta, come più forte del mostro.

Così Oreste:

Signore e signori!
Inclito pubblico!
Lo spettacolo è finito!

Alzò un braccio, ringraziò per gli applausi immaginari e agitò il braccialetto di conchiglie.
[…]
Aveva riconosciuto la sua strada.

Scrive Garcia Marquez nella prefazione a questo libro a proposito di Conti:

Contava allora cinquantun anni: aveva pubblicato sette bellissimi libri e non si vergognava affatto dell’immenso amore che nutriva per la vita. In casa sua, benché fosse in città, regnava un’atmosfera campestre. Haroldo vi teneva gatti, colombi, cani, bambini, coltivava fiori e legumi in cassette. Come tanti scrittori della nostra generazione, era un assiduo lettore di Hemingway, che gli era maestro di severa disciplina. Le sue idee politiche erano chiare e ben note, le proclamava senza far misteri, le esponeva sulla stampa, non era un segreto per nessuno che si riconosceva nella rivoluzione cubana.

Nel maggio 1976, Conti veniva prelevato insieme alla moglie dalla polizia. Successivamente torturato in modo selvaggio, morì, non si sa quando, non si sa dove. Non si hanno altre informazioni sulla sua fine.

Dei suoi sette bellissimi libri, attualmente solo uno è disponibile in Italia e non è questo capolavoro.
Se riuscite a trovarlo, semmai qualcuno lo ripubblichi, potreste rimanere meravigliati e amarlo moltissimo.

Ringrazio sentitamente chi me l’ha segnalato. Grazie.

Un commento su “Mascaró, il cacciatore americano – Haroldo Conti

  1. Nicola
    13 luglio 2019

    La casa editrice Exòrma ha intenzione di ripubblicarlo prossimamente, speriamo sia così. E chissà, magari anche gli altri.
    Bellissimo anche Sudeste, di una bellezza diversa, acquatica e solitaria.
    Grazie

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Questa voce è stata pubblicata il 13 luglio 2019 da in Autori, Bompiani, Conti, Haroldo, Editori con tag , , , .

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