2000battute

«Appartengo a una generazione disgraziata a cavallo fra i vecchi tempi ed i nuovi, e che si trova a disagio in tutti e due. Per di più, come lei non avrà potuto fare a meno di accorgersi, sono privo d’illusioni.» –Tomasi di Lampedusa

Il sogno della Nocilla – Augustín Fernández Mallo

IL SOGNO DELLA NOCILLA
Augustín Fernández Mallo
Traduzione di Fiammetta Biancatelli
Neri Pozza 2007

Libri dispersi

I libri composti da frammenti di una o due pagine ognuno sono difficili da scrivere. Difficilissimi, anzi. Tolto il caso, non infrequente, della composizione frammentaria che cerca di nascondere la tragica mancanza di idee creative, il libro formato da tante brevi, brevissime storie indipendenti, troppo brevi  per essere racconti e spesso nemmeno nella forma narrativa del racconto, ma quasi in quello della notizia, dell’aneddoto, del motto di spirito, ambisce a trovare un equilibrio delicato che produca una risonanza, una vibrazione di fondo, un’eco. La frammentarietà del testo frammenta la lettura, continuamente interrotta e aggiornata per una nuova partenza. La mancanza di unitarietà che si svela leggendo il volume, il quale invece mantiene per definizione una consistenza materiale, produce uno scontro di impressioni. È da questo scontro che spesso non si produce null’altro che una cacofonia, o semplicemente un rumore di ferraglia che sbatte, di sassi che cadono, o anche latrati indistinti.

In alcuni casi, invece, l’alchimia si rivela efficace e al rumore di cocci che si spargono sul pavimento si affianca una voce, una musica, un solfeggio di sottofondo, i cocci in realtà formano un legame chimico tra loro, si accordano e dal fondo emerge una forma comune, l’unitarietà del testo non si rivela, ma proietta l’ombra sulla parete della caverna. Ed è a quella che ci si rivolge stupiti. Il sogno della Nocilla proietta quell’ombra ed è una perla del bravissimo Augustín Fernández Mallo. Un vero grande peccato che sia fuori catalogo.

Originale e spericolato come pochi altri, ne Il sogno della Nocilla Mallo combina intuizioni stravaganti come citazioni da pagine di Bernhard e notizie di costume, a una storia che si dipana a pezzetti, briciole lasciate cadere da Mallo e che nella lettura si seguono con impazienza. È la storia di una strada americana che attraversa il nulla. In un certo punto di questa strada nel nulla c’è un albero, un unico albero solitario. L’albero è carico di frutti. Strani frutti, scarpe in effetti, annodate per le stringhe e lanciate sui rami dell’albero solitario. Questa è la storia, di quella strada, di quell’albero e di quelle scarpe. Frammentata e mescolata a decine di altri frammenti che stanno per conto loro, senza spiegare perché sono entrati nelle pagine, ci sono, quindi sono entrati, non sappiamo perché ma dobbiamo prenderne atto senza fare domande che tanto non c’è nessuno che ci può rispondere, un po’ come se chiedessimo a quell’albero di chi sono tutte quelle scarpe. I frammenti che compongono il libro sono come quelle scarpe lanciate sui rami, il libro è l’albero, noi i viaggiatori che percorrono quella strada. Tutto intorno il deserto, il nulla. Ecco la Nocilla.
Geniale.

84.

Una città vista dal cielo di notte. Pensa. Una casa, una luce che si spegne. Subito un numero indeterminato di luci intorno che si spengono, e di riflesso un cerchio scuro estende il suo raggio finché tutta la città cessa di essere visibile. Pensa. Una nazione vista dal cielo di notte, una città è un punto di luce che improvvisamente si spegne. Subito dopo si spengono in cerchio le città vicine finché l’oscurità della nazione raggiunge le sue frontiere. Pensa. Un continente visto dal cielo di notte. La luce di una sola nazione si spegne e così tutte le altre finché il continente diventa nero. Pensa. Il Globo Terracqueo visto dal cielo di notte. Ogni continente è un punto di luce che ora si spegne. Per effetto domino si spengono tutti i continenti vicini finché in quella faccia della Terra calano le tenebre. Pensa. Pensa e basta. Nell’altra faccia è ancora giorno. Pensaci bene però.

3 commenti su “Il sogno della Nocilla – Augustín Fernández Mallo

  1. Enza
    27 agosto 2019

    Buongiorno. Mi riferivo al filone della letteratura distopica e apocalittica sul collasso ambientale. Ho usato il condizionale per ovvi motivi. Un azzardo forse l’accostamento. Mi ci ha indotto quel ” pensaci bene però”.
    Che sia in atto l’estinzione dei lettori e della letteratura, non ci sono dubbi. In alcuni paesi più accentuata che in altri, come nel nostro.

  2. Enza
    25 agosto 2019

    Parrebbe che si possa ascrivere alla letteratura sulla grande estinzione.

    • 2000battute
      25 agosto 2019

      Questo libro non saprei a che letteratura ascriverlo.
      È davvero originale e ben riuscito nella sua originalità.
      La grande estinzione… non saprei… la grande estinzione di chi? Dei lettori e della letteratura? Forse, sì.

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