2000battute

«Appartengo a una generazione disgraziata a cavallo fra i vecchi tempi ed i nuovi, e che si trova a disagio in tutti e due. Per di più, come lei non avrà potuto fare a meno di accorgersi, sono privo d’illusioni.» –Tomasi di Lampedusa

Sudeste – Haroldo Conti

SUDESTE
Haroldo Conti
Traduzione di Marino Magliani
Èxòrma 2018

Scrivo di notte, scrivo nel buio, il buio del silenzio, scrivo nella stanchezza di una serata di lavoro intenso, lavoro di scrittura e di riverenza, lavoro di sostanza, se anche mi concedete una speranza, lavoro che distoglie dal pensare, ma solo per una sera, passata senza far avvertire della sua presenza, adesso è la notte, è quell’ora, della vedetta addormentata, del ricordo dei rimpianti, dei compianti, dei sorrisi solitari, in quest’ora vengono a galla gli sbagli, anche quelli del lavoro appena concluso, anche quelli di una lettera a nessuno, a te, a tutti, tutti come nessuno, non ci siete, ci siete.
No, non c’è nessuno. Non c’è più nessuno.

Ho letto Haroldo Conti e lo deposi. Un altro, anzi due, forse tre o quattro, ma che importa. Haroldo l’ho deposto e l’ho osservato. E intanto pensavo. A quelli che hanno qualcosa di cui vantarsi. Io non ho niente di cui vantarmi. Quelli che si vantano delle auto che hanno posseduto. Delle donne che hanno posseduto. Degli uomini. Dei loro discorsi. Dei loro pensieri, delle loro idee, del coraggio, dell’arguzia, dell’astuzia, dell’intelligenza. Vanterie di viaggi, di sogni, di milioni. Io non ho niente di cui vantarmi. Si vantano delle letture, si vantano delle culture, delle sapienze, delle conoscenze, delle scienze. Io li capisco, fanno bene, così la notte hanno da pensare, tutti quelli che si vantano. Io non mi vanto. Non ho vanti. Avevo un amico, si chiamava Vanti, di cognome. Lorenzo, di nome. Sono molti anni che non lo vedo.

L’ultima volta che mi sono vantato è stato quando avevo letto tutti i libri di Onetti pubblicati in italiano, quando ancora nessuno li voleva pubblicare. Poi li ha pubblicati SUR, ma ha sbagliato l’ordine, gliel’ho detto. L’ordine del sogno non era quello della veglia. Onetti lo sapeva che avrebbero sbagliato l’ordine. Come da che parte guarda la statua di Brausen Creatore nel sogno che è la veglia. Poi mi ha detto che tanto non lo legge nessuno. E io è stato lì che mi sono vantato. Se non lo legge nessuno io me ne vanto.

Continuo a pensare ad Haroldo Conti. Dalla prima volta che uno sconosciuto a cui ancora dico Grazie amico, mi ha scritto il nome Haroldo Conti. Ti piacerebbe, ha scritto. Non so chi sia. Una persona che ha visto giusto. Da quel momento penso ad Haroldo Conti. Ho letto il nome e subito ho iniziato a pensarci. Come se l’avessi già scritto dentro la testa e si fosse illuminato. Hai premuto il pulsante giusto.

Ho iniziato a pensarci prima ancora di leggerlo, l’ho trovato, Mascarò, bramato, letto, amato, indimenticabile circo della vita, morto ammazzato, l’hanno, sparato o buttato o impiccato, hanno ucciso Haroldo Conti, lui lo sapeva come sarebbe andata a finire. Forse lo sanno quasi tutti. Le sorprese, sono rare. Io di cosa più mi sorprendo? Come andrà a finire? E dove sta la sorpresa?

Sudeste. Guardo il vetro della finestra, vedo il riflesso della lampada che sta dietro di me. Guardo davanti, vedo dietro. È una condanna. Guardo davanti, vedo dietro.
Ora guardo in basso e vedo Sudeste. Vedo Haroldo Conti, una barca tra i canneti, il rio Paranà, largo come un mare, insignificante come… cosa c’è di grande e insignificante? Come il cielo, come il monte, come il palazzo, come l’imperatore, quando si è tutto e non si è niente, come quello che scegli che lo sia, come quello che decidi un giorno. È un continuo scambio di insignificanza. Tra tutti.

Non allontanarti da Sudeste. Hai galleggiato su quella barca pescando pesci re e inseguendo i gran dorados, hai bordeggiato, hai calato la rete, tirato la barca in secca, poi sei partito per la traversata del grande fiume, navigato l’altra sponda, nei canali laterali, sei risalito, ridisceso, sull’acqua torbida, piena di pesci, pesci di fango, come sono i pesci di fiume, come sono gli uomini di fiume, le storie di fiume, i lettori di fiume. Io sono un lettore di fiume, un lettore di fango. Di questo potrei farmene vanto. Magari con una donna di fascino muscolare.

Sudeste. Chi l’ha letto? Qualcuno, lo so, me l’ha detto. Ho notato, non ho replicato. Non replico più. La replica è insignificanza.

Mi domandavo, perché l’ha scritto? Come si decide di scrivere un Sudeste? E come si fa a scriverlo? Descrivere un fiume, enorme, come un mare, e in mezzo a questo mare che è un fiume, sta con una barchetta. Arriva l’inverno, le nebbie salgono, i colori si trasformano in riflessi di metallo, i colori precipitano nel fiume, il fiume si prende le rive, il cielo e gli uccelli, le forme di sformano. Cosa vedi? Cosa descrivi? Niente! Eppure sei obbligato a descrivere e quindi per forza descrivi, anche se non c’è niente da descrivere descrivi la chiatta che incrocia, il canneto che si flette, descrivi il vento, il vento increspa il fiume, sibila tra le canne, infreddolisce l’uomo sulla barchetta che solleva il bavero, descrivi le ombre, le ombre anche quelle che precipitano nel fiume, un’apparizione, l’omino con il cane nero, descrivi il relitto, e anche le rive, rive di fango, rive senza un nome, rive di Sudeste. Poi ritorni a remare, descrivi la corrente, descrivi i remi negli scalmi, descrivi come ti accendi una sigaretta umida, il tabacco che crepita, il fumo che scende nei polmoni, descrivi la brace che brucia la carta. Sono 5 anni che non fumo una sigaretta. Vedo Haroldo su una barchetta in mezzo al Rio Paranà accendersi una sigaretta umida e sapere già come andrà a finire. Mentre lui l’accende io sento in bocca il sapore del tabacco, prendo una boccata di fumo, espiro soffiando dalle narici e la nuvola mi avvolge insieme all’odore acro. Lui lo scrive io lo faccio, ma non lo faccio. Non fumo più. Un giorno forse ricomincio, quando sarò tornato all’inizio, da capo. Descrivi i banditi, descrivi un porto, il cantiere navale, i delinquenti incalliti, delinquenti coi calli, descrivi una storia tanto per scrivere di qualcosa che non sia il fiume, ma tutto è fiume in Sudeste, la barca, la storia, la nebbia, il relitto, tu e i banditi. Tu sei il fiume, ti scorre nel petto, la pancia è piena d’acqua melmosa, ti scorre addosso, ti scorre sotto, hai gli occhi sbarrati da pesce moribondo, dice Haroldo, il tuo fiume scorre lento e tu sopra a galleggiare.

Sudeste. Pensi, Non è di questo tempo. Chi si mette oggi su una barchetta in mezzo a un fiume grande come un mare, nella nebbia, nel grigiore, nel silenzio, con i pesci di fango, a descrivere il nulla?

Haroldo.

Ci penso e mi chiedo Perché l’hanno ammazzato? Forse dovevano proprio farlo. Per ordini superiori. Per la barchetta, forse.

Sembra che mi sia fuso con Haroldo Conti. Io so che c’è chi potrebbe vantarsi di avere letto tutti i suoi libri, io no. Se potessi leggerli me ne vanterei, come feci per Onetti. Andrei in giro a vantarmi di aver letto tutti i libri di Haroldo. Mi vanterei con la donna muscolare e con la donna ballerina, con la donna grandi forme e con la donna piccole forme. Solo con le donne mi vanterei. Gli uomini per vantarsi sono insignificanza.

Sudeste piccolo libro che non si fa notare. Lo leggevo e pensavo, I libri di fiume sono come il destino. Non puoi spiegarlo cosa sia un libro di fiume. Lo devi sapere, se lo sai lo riconosci e sai che sei stato scoperto. È una linea di sangue, è una linea di fiume, una voluta di fumo, uno qui uno là, me, te, quella che sta laggiù, tutti lettori di fiume, lettori di fango, lettori di  Sudeste, lettori di Haroldo, che scomparve un giorno, ma che ancora e sempre è su quella barchetta in mezzo al fiume, in mezzo alla nebbia, in mezzo alle canne, ai pesci, alle chiatte, in mezzo ai relitti, in mezzo ai banditi, in mezzo al silenzio, mentre accende una sigaretta che crepita, si illumina, e poi finisce.
Ancora una boccata, per sentire il sapore dolce del tabacco sul palato.

Pubblicate Haroldo Conti, per favore.

11 commenti su “Sudeste – Haroldo Conti

  1. marino magliani
    20 ottobre 2019

    Buongiorno, mi piacerebbe corrispondere con lei (e ringraziare quanti hanno letto Sudeste), oltre alla passione per Haroldo condividiamo anche quella dell’Olanda, terra che mi ha addottato una trentina di anni fa. In precedenza ho provato a lasciare un messaggio ma non ci sono riuscito.

  2. marino
    20 ottobre 2019

    Buongiorno, bello questo blog, e sapere che Sudeste è piaciuto e che anche i racconti e En vida esca.

    • 2000battute
      2 novembre 2019

      Per i racconti e En vida esca io confido che la casa editrice che ha annunciato la pubblicazione lo faccia davvero. Ho provato a chiedere informazioni sull’uscita ma non ho avuto risposta e lo stesso chiedendo d alcuni librai non mi hanno saputo dare notizie.
      È un grande peccato che di Haroldo Conti esista così poco tradotto in italiano (al momento solo Sudeste disponibile).

  3. Leonardo Punginelli
    6 ottobre 2019

    Sono io a doverla ringraziare. Leggo da un paio d’anni il suo blog e le sono debitore di numerose scoperte, a partire dall’immenso Saer.

  4. Héctor Genta
    6 ottobre 2019

    H. Conti è una lettura che ho in lista d’attesa da un po’, insieme ad Alberto Laiseca che dovrebbe arrivarmi a a breve. Grazie per il commento, se posso ti suggerisco un altro sudamericano interessante, Mario Levrero (Il romanzo luminoso).

    • 2000battute
      7 ottobre 2019

      Ah Levrero! Certo, lo devo leggere. Grazie di avermelo ricordato.

  5. Maria P.
    6 ottobre 2019

    Hemingway di ‘Il vecchio e il mare’, elevato all’ennesima potenza.
    Per me è stato così.

    • 2000battute
      7 ottobre 2019

      Il paragone ci sta, chi lo ha letto riesce a capirlo.
      Grazie.

  6. betarice
    6 ottobre 2019

    Sudeste è stato uno dei migliori libri letti negli ultimi anni. Ringrazio anch’io per avermi fatto conoscere questo autore.

  7. Leonardo Punginelli
    6 ottobre 2019

    Io ho scoperto e mi sono innamorato di questo scrittore grazie allo spettacolo teatrale “Mascaro”, realizzato negli anni ’90 dal Teatro Nucleo, un gruppo teatrale di ricerca di Ferrara. La renderà felice sapere che una casa editrice di Varese, Burritos, che neppure sapevo esistesse, pubblicherà a dicembre due suoi libri: “Tutti i racconti” e il romanzo ” in vita”.

    • 2000battute
      6 ottobre 2019

      La ringrazio moltissimo per avermi fatto sapere della prossima pubblicazione dei due libri.

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Questa voce è stata pubblicata il 6 ottobre 2019 da in Èxòrma, Conti, Haroldo con tag , , , , .

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