2000battute

«Appartengo a una generazione disgraziata a cavallo fra i vecchi tempi ed i nuovi, e che si trova a disagio in tutti e due. Per di più, come lei non avrà potuto fare a meno di accorgersi, sono privo d’illusioni.» –Tomasi di Lampedusa

Sfacelo – René Barjavel

SFACELO
René Barjavel
Traduzione di Claudia Romagnuolo e Anna Scalpelli
2019 L’orma

Ah la sferza del tempo! Le pene inflitte dal lento scorrere delle stagioni al più vigoroso degli eroi. Il cigolare di articolazioni, ossa che si incrinano, la voce un tempo tonante che gracchia o lamentosa di annacqua. Il tempo carogna, il tempo fatale, il tempo spregevole eunuco, il tempo impietoso amante, il tempo, quel grandissimo figlio di una bagascia.

Sfacelo un tempo fu vigoroso, fu tonante, fu impetuoso e sprezzante, la modernità tutta plastica di dentro e di fuori, nei corpi e nell’anima sulla quale il fuoco spaventoso e distruttore cala come la gran cappa oscura di Sua Signora Morte. Visioni che uomini di scritture e immaginazione condivisero e ribaltarono su carta. Come  Barjavel di Sfacelo fu prima di lui Shiel de La nube purpurea, ancora con una tempesta di fuoco che cancella e condanna. Era la fantascienza? Erano incubi rigurgitati da uomini sgomenti? Erano i nuovi visionari che andavano per le strade declamando la sventura imminente, la rabbia divina, la colpa da espiare? Era tutto questo e tutto insieme era la voce dell’ingenuità che anche nelle profezie più sventurate non osa discendere nelle fogne, ma preferisce alzare lo sguardo a un cielo irato.

Eppure il tempo scorre sempre, sui ciottoli di fiume come sui corpi interrati, sugli ideali e sulle profezie, sulle coscienze e sui libri, nessuno si salva, pochi si cristallizzano, qualcuno, di tanto in tanto riemerge. Sfacelo non si è salvato, è un libro umano, per questo ha attraversato stagioni, infine, sferzato dai colpi del tempo, è diventato parte di una storia di libri che si sono succeduti.

Il vigore di un tempo è ormai scomparso, l’eroismo dei protagonisti è diventato caricatura, l’idealismo dei dialoghi si è trasformato in biascicare di dentiere. La modernità ha vinto, non sul campo di battaglia, ma nella monotonia delle cucine, nella banalità dei piaceri mondani, nella compiacenza borghese, nelle discussioni conviviali. Sfacelo, oggi, non è più un racconto di fantascienza o di avventura o di catastrofi, non ha l’incanto del mito come è per Il mago M., non ha forza metafisica, spirito esplorativo, o potenza narrativa di altri libri che, pur descrivendo una modernità ormai sfigurata dal tempo, conservano una voce impetuosa. È un libro che fa pensare all’ingenuità che salva dall’osare troppo, il che forse è l’unica definizione accettabile di modernità.    

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Questa voce è stata pubblicata il 21 dicembre 2019 da in Autori, Barjavel, René, Editori, L'orma con tag , , , .

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